LA REPUBBLICA
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Un luogo dove “urlare” e farsi ascoltare: a Roma apre Pungiball per i giovani
di Giulia Marziali
A creare lo sportello di ascolto dedicato alle ragazze e ai ragazzi dai 15 ai 25 anni è stato dottor Maurizio Cannavò specializzato in odontoiatria pediatrica e ortodonzia
Non una terapia clinica, nemmeno un percorso psicologico ma uno spazio libero dove dare sfogo ai propri pensieri ed essere ascoltati. Un luogo per scaricare ansia, tensioni, preoccupazioni come se si stesse prendendo a pugni un sacco da boxeur. Nasce da qui Pungiball, lo sportello di ascolto dedicato alle ragazze e ai ragazzi dai 15 ai 25 anni, ideato dal dottor Maurizio Cannavò specializzato in odontoiatria pediatrica e ortodonzia ma da sempre attento al dialogo e all’aspetto emotivo. “Sono 50 anni che lavoro con i giovani – racconta il medico – ho quasi 1500 pazienti in cura all’anno e quindi 1500 rapporti genitoriali. Osservo molto e vedo l’evoluzione che c’è tra le generazioni di ieri e quelle di oggi. Trovo che in questo momento la situazione sia un po’ non dico allarmante, però inquietante. Da qui ho maturato diverse riflessioni e mi sono voluto rendere disponibile con uno sportello di ascolto che vuole aiutare chi ha un problema o cerca anche solo un consiglio. Perché sento che c’è una grossa necessità e i giovani hanno bisogno di comunicare quello che hanno dentro”.
Così al civico 2 di via Giovanni Battista Martini, a pochi passi da piazza Verdi e villa Borghese, cliccano sul sito www.pungiball.it si può prenotare un incontro “ma dando la possibilità ai ragazzi di accedere al servizio senza chiedere niente a nessuno, pagando solo un minimo di 25 centesimi a minuto per la durata che più desiderano, dai 10 ai 30 minuti, da una alle due ore. È un momento nel quale se uno vuole urlare, deve sentirsi libero di farlo. Ma non è un percorso psicologico con appuntamenti prefissati, basta prenotarsi e venire in presenza perché la comunicazione passa anche per il non verbale”.
Un’attenzione, quella ai gesti, alle espressioni del viso e comportamenti, che ha sempre fatto parte della formazione di Cannavò. “Ho anche studiato quattro anni di psicosomatica, sono iscritto all’albo degli psicoterapeuti ma non ho mai esercitato. Se dovessimo parlare di quanto i medici omettano il fatto di ascoltare i pazienti, questa cosa ancora oggi è grave. In qualsiasi tipo di patologia esiste un aspetto biologico e uno psicologico. Ma sono aspetti che sono sempre stati considerati separati. C’è una difficoltà, sia da parte del medico che da parte del paziente, ad allargare il discorso dal biologico allo psicologico”.
Per queste ragioni lo sportello pensato da Maurizio Cannavò si pone quale spazio accogliente e sicuro per i più giovani là dove se fosse necessario anche un supporto clinico specifico, il dottore consiglierà un psicologo o uno psichiatra in base alle esigenze personali.
Un progetto solidale per dare voce ai disagi giovanili i cui proventi saranno interamente devoluti alle due organizzazioni onlus “Il Pensatore di Matteo Amitrano” e “Cooperativa sociale pedagogica Steineriana Huan”, impegnate nel sostegno a persone in difficoltà.